Vincenzo Mortillaro

 

(Palermo, 1806 – Palermo, 1888)

 

Autore del celebre Nuovo dizionario siciliano-italiano, dopo una giovanile intenzione di abbracciare lo stato ecclesiastico, conseguì la laurea in Giurisprudenza. Impegnato nella vita istituzionale e culturale del tempo, unì la conoscenza delle discipline matematiche e dell’Astronomia con quella della lingua araba, approfondendo le materie umanistiche, letterarie e l’Archeologia (Cenni su la distrutta Solunto). La sua Guida per Palermo e pei suoi dintorni (1829) può definirsi un superamento della famosa Guida istruttiva di Gaspare Palermo, fornendo anche notizie biografiche sugli artisti. Professore di Lingua Araba all’Università di Palermo, scrisse sulle «Effemeridi Scientifiche e Letterarie per la Sicilia». direttore del «Giornale di Scienze Lettere ed Arti per la Sicilia», nel 1834 fondò la rivista «Il Vapore».

 

Controllore delle contribuzioni dirette (1836) e coordinatore del Tabulario diplomatico della Cattedrale di Palermo, fu incaricato ai lavori del Catasto Fondiario Siciliano (1839), ma accusato di indipendentismo, venne allontanato da Palermo e nominato Sottointendente di Caltagirone. Pari del Parlamento dopo i moti del 1848, gli venne conferita la nomina di Deputato della Biblioteca Comunale nel 1850, dove introdusse nuovi indici e regolamenti, ordinandone il Medagliere arabo-siculo, dono di Monsignor Alfonso Airoldi. Controllore Generale della Tesoreria di Sicilia (1854) e direttore generale dei dazi indiretti (1857), abbandonò definitivamente le cariche istituzionali nel 1860 per dedicarsi all’attività letteraria.

 

Sebbene fosse il Dizionario l’impresa che lo impegnò per gran parte della sua vita, scrisse opere di carattere storico, edite a Palermo (Leggende storiche-sicole dal XIII secolo al XIX, 1862; Reminiscenze de’ miei tempi, 1865; Miei ultimi ricordi, 1868; Memorie ed avvenimenti, 1870; Fatti ed avvenimenti, 1875; Frammenti di una storia contemporanea, 1876). Nel 1863 fondò il giornale «Il Presente», volto a sostenere i principi religiosi in cui credeva e che fu pubblicato per appena un anno; nel 1865 fu candidato dal partito cattolico come deputato al Parlamento italiano, ma accusato di una congiura, fu arrestato e condannato a otto mesi di carcere. Tornato alla vita privata, fondò l’«Inaspettato» nel 1871, la cui pubblicazione cessò nel 1875.