Monte Alburghia

 

 

Coordinate 37°48′N 14°12′E

 

Storia, descrizione, emergenze, reperti rilevanti

 

A sud-ovest di Gangi si erge il Monte Alburchia, sede di un antico insediamento il cui toponimo non è ancora certo, sebbene alcuni studiosi lo identifichino con la città cretese di Herbita, citata da Diodoro siculo, Stesicoro e Plutarco. Benchè i rinvenimenti di alcuni materiali, oggi esposti al Museo Civico di Gangi e provenienti da due zone cimiteriali in contrada Comune, siano relativi a fasi di vita di un centro abitato (la prima tra l’età arcaica ed età classica e l’altra di età ellenistica), le campagne di scavo effettuate dal dopoguerra ad oggi hanno messo in luce strutture relative a costruzioni che attestano una frequentazione del sito solo in età tardo-antica (IV-V sec. d.C.).

 

 

Non è stata infatti trovata alcuna traccia di strutture che attestino una frequentazione in età più antiche. Ad ogni buon conto è certo che il centro dovette rivestire un’importanza strategica notevole in età imperiale. Lungo la parete settentrionale del monte sono state infatti rinvenute edicole votive di età ellenistico-romana ed inoltre sono emersi brani di mosaico, vetri ed oggetti in osso lavorati. All’età tardoantica si data anche l’insediamento che sorgeva nell’area dell’Abbazia benedettina di Gangi Vecchio, nel cortile della quale sono venuti alla luce i resti di una tomba con ricco corredo, comprendente vasi di ceramica, due ampolle di vetro, due anelli ed un orecchino di bronzo. Il centro ebbe continuità abitativa molto verosimilmente fino all’età bizantina.

Interessante la visita al “Museo Civico Naselli”, ospitata a Palazzo Sgadari a Gangi, diviso in due sezioni: quella topografica e quella didattica. I reperti sono distribuiti per tipologie: le ceramiche dipinte, le monete, le lucerne e le ceramiche indigene.

 

Bibliografia
Le mappe del tesoro. Archeologia, i siti dell’entroterra, A cura di Stefano Vassallo e Rosa Maria Cucco, Palermo 2013