Museo Etnografico Pitrè di Palermo

 

 

Ubicazione, città, via

Il Museo ha due sedi, una in Viale Duca degli Abruzzi 1, nel Parco della Favorita e l’altra all’Albergheria, presso Palazzo Tarallo in Via Delle Pergole, entrambe a Palermo.

 

Fruibilità, biglietto, orari

dal lunedì al venerdì ore 9.00 -13.00

mercoledì ore 9.00 -13.00 e 15.30 – 17.30

Chiuso sabato, domenica e festivi

Ingresso gratuito

Tel: 0917404890 – 0916166621

 

Categoria museale

Museo etnoantropologico

 

Logica espositivo-museale, storia del museo

Fondato nel 1909, il Museo “Giuseppe Pitrè”, accoglie le collezioni etnografiche provenienti dal Museo Nazionale e quelle costituite, in una lunga vita di ricerca e di studio, dal demopsicologo siciliano al cui nome è legata questa istituzione. Dopo la morte del Pitrè (1916), per anni le collezioni rimasero inaccessibili al pubblico, fino a quando, nel 1935, Giuseppe Cocchiara riorganizzò e trasferì il museo in una delle dipendenze della Casina Cinese nel Parco della Favorita. Quest’ultima collocazione, per suggestione architettonica e paesaggistica, ha contribuito negli anni alla fortuna del museo.

 

 

Contesto ambientale

Periferia cittadina ai margini del Real Parco della Favorita e in pieno centro storico

 

Descrizione del museo

Il Museo “Etnografico Siciliano G.Pitrè” è ancor oggi uno dei musei palermitani più amati. Distribuiti in diverse sezioni tematiche vi sono oltre quattromila oggetti di cultura materiale e testimonianze immateriali appartenenti alla vita e alla tradizione del popolo siciliano databili tra il XVII e XX secolo. Il nucleo principale, raccolto dallo stesso Pitré, fu esposto in un padiglione all’interno dei giardini della Grande Esposizione Nazionale di Palermo del 1891- 92. Utensili domestici, manufatti legati all’attività agropastorale, alle feste, alla magia e religione, nonché costumi, pitture su vetro, ex voto, balocchi, pani e dolci della festa, ceramiche, carretti, marionette e cartelloni dell’Opera dei Pupi di grande interesse, strumenti musicali sono solo alcuni esempi delle ricchissime raccolte custodite negli spazi espositivi. Pregevoli la raccolta di vasellame (bummmuli e bummulicchi) per uso domestico, collezionato con dovizia di tipologie e di usi, come ricca è anche la ricostruzione dei contesti dei mestieri del passato, come quello dell’acquaiolo, del pastore o i costumi popolari, le raccolte dedicate alla magia, ai giochi e alla religione.

 

Tra i pezzi più interessanti un gruppo di seicento piccole figure che rappresenta la Strage degli Innocenti, un presepe settecentesco proveniente da Trapani e le copie in gesso di dolci e pani tradizionali. Di particolare attrazione per il pubblico, non solo palermitano, sono le due carrozze del Senato, una della fine del Settecento e l’altra dei primi dell’Ottocento, manufatti di grande pregio esecutivo e perizia progettuale, che raccontano l’uso cerimoniale cittadino perpetrato per decenni in occasione di particolari rituali festivi.