Carmelo Bene

 

(Campi Salentina 1 Settembre 1937-Roma 16 Marzo 2002)

 

Gracile, timido, introverso e taciturno,da bambino Carmelo fu indirizzato dalla madre, fervente cattolica, a servire messa anche tre-quattro volte al giorno, abitudine che generò, in Carmelo, quasi una allergia a qualsiasi tipo di ritualizzazione religiosa. Trascorse la sua infanzia tra i vezzeggiamenti della moltitudine di ragazze operaie che lavoravano nella piccola fabbrica di tabacco gestita dalla famiglia Bene, le gite domenicali e la scuola degli Scolopi di Lecce (i cui insegnanti erano, da Carmelo, considerati incompetenti, bestemmiatori e pedofili );rimase nella stessa scuola fino al secondo anno del liceo classico, concludendo gli studi nel Collegio Argento dei Padri Gesuiti di Lecce, per poi iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza di Roma; arrivatagli la cartolina di precetto, si presenta alla visita di leva ma per evitare di fare il servizio militare si finge omosessuale, facendo rilevare la sua ambivalenza anche all’esame psichiatrico e ottenendo, così, l’attestato di Ridotta Attitudine Militare.

 

Nel 1957 si iscrive all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica a Roma, ma frequenta i corsi solo per un anno, preferendo dedicarsi ad una vita di sregolatezze e sbronze colossali, finendo spesso per essere arrestato.

 

Torna a casa con l’intento di sposare l’attrice fiorentina Giuliana Rossi,ma il padre di lui, contrario a quel matrimonio, lo fa internare in manicomio per impedire le nozze. Tuttavia i due si sposano ugualmente, a Firenze nel 1960 ed hanno anche un figlio che morirà in tenera età per un tumore giovanile.E’ in questo periodo che si innamorerà dell’ Uysse di James Joyce, libro che sconvolgerà e influenzera interamente il suo modo di pensare. Lascia Firenze, iniziando a vagare per l’Italia, fin quando approda a Genova dove cura le musiche dello spettacolo-concerto Mayakovskij, anche se ben presto preferisce diventare regista di se stesso, mettendo in scena “Caligola”, “Amleto” e “Pinocchio”.

 

Dal 1961 al ’63 si impegna a costituire un “Teatro Laboratorio”, nel quale vengono allestiti spettacoli di cabaret con titoli significativi come:”Addio Porco” e “Cristo” che scatenò parecchi scandali.Nello stesso periodo elabora nuove rivisitazioni dell’Amleto, e inizia “Salomè” e “Edoardo II”.Inizia pure il suo sodalizio artistico-sentimentale con la attrice Lydia Mancinelli, e debutta al Teatro delle Muse con la prima di “Salomè”. Lo spettacolo viene osannato da Ennio Flaiano ma aspramente criticato da Giuseppe Patroni Griffi. Dopo il sequestro e la chiusura definitiva del Teatro Laboratorio, si dedica a scrivere due romanzi: “Credito Italiano” e “Nostra Signora dei Turchi” che nel 1967 vince il Leone d’Argento al Festival di Venezia. Contemporaneamente inizia la sua parentesi cinematografica, partecipando ad alcuni lungometraggi (come “Umano non umano” di Mario Schifano ), suscitando spaccature di pubblico e critica.Nel 1972 ritorna al teatro, ottenendo un vero trionfo con la versione teatrale di “Nostra Signora dei Turchi” che contò ben 25 repliche solo nei teatri romani. Il 1974 segna l’anno della sua prima apparizione in televisione con “Quattro modi di morire in versi: Majakowski, Blok, Esenin, Pasternak”, che ottenne grande successo di pubblico e critica e un indice di ascolto elevatissimo. Conoscerà altri grandi successi tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta.

 

Nel 1977 viene messo in onda il Riccardo III televisivo. In questo stesso anno Bene ottiene un successo strepitoso in Francia, portando a Parigi i suoi spettacoli. Il 1979 segna l’inizio del suo periodo cosiddetto concertistico arrivando ad esibirsi alla Scala di Milano con un memorabile Manfred in forma di concerto. Nel 1981, con la Lectura Dantis dalla Torre degli Asinelli di Bologna, porta la lettura della Divina Commedia davanti ad un pubblico di oltre centomila persone, in occasione del primo anniversario della strage della stazione Nel 1988 viene nominato direttore artistico della sezione teatro della Biennale di Venezia, suscitando non poche polemiche. Nel 2000 con la pubblicazione del poema ‘l mal de’ fiori viene acclamato “poeta dell’impossibile”.

 

Muore a Roma il 16 Marzo del 2002.