Andrea Finocchiaro Aprile

 

(Lercara Friddi 26 Giugno 1878-Palermo 15 Gennaio 1964)

 

E’ stato uno degli uomini politici siciliani più noti della prima metà del ’900: il padre Camillo,fu più volte ministro del regno; dopo la sua morte, Andrea ne prese il posto nella leadership della corrente dei nittiani in Sicilia.

 

Con Vittorio Emanuele Orlando, fu uno dei maggiori esponenti liberali siciliani. Fu sottosegretario alla guerra ed al tesoro (governo Nitti, 1919) e professore di storia del diritto all’università di Ferrara e di diritto ecclesiastico a Pisa.

 

All’avvento del fascismo si pose,con i radicali,all’opposizione; terrà questo atteggiamento, anche se in tono ridotto date le circostanze, durante tutto il ventennio. Nel periodo 1939-41 iniziò a trattare con il governo inglese una secessione dell’isola. Dopo lo sbarco degli Alleati, quando questi giunsero a Palermo (23 luglio ’43), fece loro pervenire le richieste di indipendenza dell’isola.

 

Alla vigilia dell’anniversario della caduta del fascismo rinnovò le istanze d’indipendenza attraverso le Nazioni Unite e, a tal fine contribuì alla formazione dell’EVIS (esercito volontario per l’indipendenza siciliana ) i cui componenti,però,furono considerati dei fuorilegge.

 

Andrea Finocchiaro fu arrestato a Palermo il 2 ottobre, tradotto all’isola di Ponza, e liberato cinque mesi dopo.

 

Nel 1946 fu eletto deputato all’Assemblea Costituente nelle liste del Movimento Indipendentista Siciliano. Nel maggio 1947 fu eletto deputato all’Assemblea regionale siciliana, da cui si dimise nel 1948, per affrontare nuovamente le urne per le prime elezioni del Parlamento Repubblicano, ma non risultò eletto; il Movimento Indipendentista Siciliano perse così ogni rappresentanza parlamentare nazionale e nel 1951 si sciolse.

 

Sfaldatosi il MIS, si ritirò dalla politica attiva. Un effimero ritorno si verificò nel 1953, quando accettò, senza peraltro risultare eletto, di essere il capolista alle politiche dell’Alleanza Democratica Nazionale, la cui lista, animata da esponenti liberali e centristi, svolse la funzione di “antidoto” alla legge elettorale maggioritaria.

 

Nell’ultimo tratto della sua carriera politica,fu anche membro effettivo dell’Alta Corte per la Regione siciliana.

 

Morì a Palermo nel 1964, dove fu anche docente di diritto.